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L’avventura nerazzurra nel mondo del basket professionistico si è conclusa. Un sogno accarezzato per anni che finalmente era diventato realtà, una favola durata, purtroppo, solo lo spazio di una stagione. C’era una volta la “Cenerentola” del campionato, dotata di tanta buona volontà e di un grande cuore, potrebbe cominciare davvero così il racconto dell’A.B. Latina in Legadue, come iniziavano le belle fiabe di un tempo. Ed anche se la favola nerazzurra non è terminata con il tanto atteso “e vissero tutti felici e contenti” alias “salvezza”, ha sicuramente lasciato nel cuore di chi ha seguito la società da vicino, la serenità di aver fatto tutto quanto era nelle proprie possibilità, di aver dato il massimo nel tentativo di raggiungere l’obiettivo prefissato. Purtroppo la mezzanotte è arrivata in anticipo per la nostra Cenerentola pontina, alle prese con innumerevoli ed impreviste difficoltà che hanno reso estremamente difficoltoso il cammino.
Una stagione iniziata con la selezione degli elementi che sarebbero diventati i protagonisti dell’evento, scelte, in determinati casi, fin troppo indovinate, tanto da attirare le attenzioni dei piani alti. Un cammino che ha preso il via sulle ali di un moderato entusiasmo, doverosamente moderato, perché, certo, non ci poteva aspettare che fosse una semplice passeggiata affrontare la Legadue, ma forse, un pizzico di buona sorte in più, avrebbe contribuito a renderlo meno irto di quanto non si sia rivelato alla fine. Una fase precampionato che faceva ben sperare per il futuro: la partecipazione a tre manifestazioni al fianco di società blasonate e la conquista del primo posto al quadrangolare di Pistoia.
Un avvio di campionato con la conquista di tre successi su sette partite disputate. In linea con le aspettative, anzi forse anche un po’ al di sopra. Poi, il primo importante ostacolo, lo stop di Mauro Liburdi per la nota vicenda legata al doping, seguito dalla cessione alla Benetton Treviso (Serie A1) del gioiello K.C. Rivers, vero e proprio talento scoperto dall’A.B. Latina. Nei mesi a seguire, altri impedimenti si sono frapposti tra la società latinense ed il buon proseguimento di stagione: la difficoltà nel reperire figure che avrebbero dovuto bilanciare la partenza di Rivers; gli intoppi che hanno ritardato alcune scelte; i blocchi che non ne hanno agevolato delle altre; l’arrivo di atleti, con una generosa dose di buona volontà, ma in ritardo di condizione; l’introduzione di altri giocatori sui quali era necessario lavorare per agevolarne l’inserimento.
Tanti cambiamenti in corso d’opera che non hanno reso assolutamente semplice il lavoro dello staff tecnico e che hanno aumentato la complessità della situazione. Si deve, inoltre, aggiungere che non si è riusciti ad acquisire un main sponsor che potesse dare un contributo economico, ma che, nonostante tutto, sono state onorate le varie scadenze e, sebbene la squadra non riuscisse a conquistare punti preziosi, non ha mai gettato la spugna, non ha mai mollato, ma anzi ha cercato di trovare sempre nuovi stimoli e motivazioni per andare avanti ed ha anche fatto qualche piccola-grande impresa.
In tutto questo il gruppo nerazzurro ha subito anche i fischi ingiustificati da parte del pubblico in occasione della sconfitta casalinga con Brindisi (corazzata promossa nella massima serie nazionale con ben tre giornate di anticipo) il palazzetto semideserto in occasione degli ultimi incontri e la resa estremamente anticipata di alcune testate giornalistiche che davano per spacciata la società, prima ancora che la retrocessione fosse certezza.
Qualche scoglio in meno da superare, un po’ di calore in più da parte della città e dei cittadini, la presenza di uno sponsor principale, forse avrebbero aiutato a conquistare la salvezza, o forse no, ma non ci è dato di saperlo. Ciò che resterà legato a questo bel sogno, dal quale ci si è svegliati troppo preso, è il grande cuore di un team che ha non ha mai smesso di crederci, che non ha mai mollato, che si è sempre rimboccato le maniche per continuare a lavorare, che non si è mai lamentato. L’A.B. LATINA è stata, seppur per una sola stagione, una squadra di serie A ed avrebbe meritato un briciolo di considerazione in più.
Donatella Schirra Addetto Stampa AB LATINA S.r.l.
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